2009 14/02

Maria De Filippi contro tutti: intervista al veleno

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Maria De Filippi, la super conduttrice di Mediaset, in un’intervista al settimanale “L’Espresso“, ha rivolto parole di fuoco a Simona Ventura, Barbara D’Urso e non solo. Un’inedita Maria che, di solito, è molto pacata nel rilasciare dichiarazioni, con questa intervista ha destato molto scalpore nel mondo della televisione: dalla Ventura con quel “seno strizzato” alla D’Urso che manda in onda filmati del Grande Fratello non proprio consoni alla striscia pomeridiana e tanto altro ancora. Maria la sanguinaria questa volta non ha proprio peli sulla lingua e, in attesa delle rapliche, da parte delle sue colleghe che di certo non tarderanno, ecco qui di seguito l’intervista integrale rilasciata a “L’Espresso” pubblicata dal sito Dagospia:

Nel 2003, sembrava che lei avrebbe condotto il Dopofestival. Ma Piersilvio Berlusconi dichiarò che non era una grande idea esportare un pezzo di Canale 5 su RaiUno. Quest’anno è fatta. Cos’è cambiato?
«Nel 2003, me l’offrirono Fabrizio Del Noce e Pippo Baudo. L’idea mi piacque: meglio l’ambiente surreale del Dopofestival che il Festival. Piacque meno a Piersilvio, però. E non capii perché: Michelle Hunziker c’era andata. E pure Mike. Anche l’anno scorso ho detto sì, sempre a Baudo. Ma il cda Rai bloccò la cosa. Poi, a novembre, mi ha chiamato Bonolis».

Ed è stata la volta buona.
«Alla doppia conduzione avrei detto no. All’ospitata, invece, ho detto ok. Dopo, è stato Paolo a parlarne a Mediaset. E a Natale Piersilvio ha sottolineato: “Fa come vuoi. Purché “Amici” vada in onda, siamo in periodo di garanzia”. In realtà, ho accettato perché un rifiuto mi sarebbe sembrato scortese. E perché le entrate sul palcoscenico saranno quattro in tutto. Niente di che e posso rimanere me stessa».

Con falpalà e piume di struzzo?
«Non se ne parla. Mica andrò vestita come Milly Carlucci».

Ma è il tempio dello star system tv.
«Ecco il punto è questo. Detesto le liturgie tv. La scala di Sanremo. Il finto circo televisivo. E la rissa al “Grande Fratello”: tutti sappiamo bene che quando succede si può decidere se mandarla in onda o no. Non c’è diretta su Sky che tenga. Bene. Trovo terribile che si decida di farlo e si decida anche di montarci un casino. Prima sui giornali. Poi a “Pomeriggio 5″ dove Barbara D’Urso rimanda in onda il filmato, esclamando quattro volte “Vergogna, vergogna”. Secondo me il “vergogna, vergogna” andrebbe diretto a chi decide di mandarlo in onda».

Ma proprio a causa del “Grande Fratello” e del no al programma su Eluana si è consumato lo scontro tra Enrico Mentana e Mediaset. Lei da che parte sta?
«Preferisco non rispondere»

Torniamo allo star system, allora.
«Io non c’entro niente con lo star system. Non l’ha notato? Chiunque mi dà subito del tu. E non c’è benzinaio a Roma che non mi saluti Ciao Marì!».

In effetti, è un po’ atipica.
«Un tempo, la televisione era, per citare un grande, Walter Chiari. Il pubblico accendeva l’elettrodomestico per vedere lui. Ora, la tv è fatta dal pubblico che sta a casa. Quando Simona Ventura fa l'”Isola”, lei è solo un mezzo. E allora a ‘ste conduttrici che si autocelebrano, con i seni strizzati che non sembrano più normali ma rassomigliano a due chiappe, alla fine ti viene da dire: “Ti sposti che voglio vedere il bidello?”».

Star system no. Raiset, sì? Sanremo sembra il sigillo dell’incesto Rai-Mediaset.
«Se siamo stati infilati in un meccanismo del genere, io ne sono inconsapevole. Certo. Questa volta Piersilvio ha detto sì a Sanremo. Le altre volte aveva detto no. È un dato di fatto. Però, non annuso aria di pace. Tra “Affari tuoi” e il varietà del sabato sera c’è la pubblicità. Ma pur di raggranellare un punto d’ascolto in più, la Rai la fa saltare. A volte, per infastidirci “Affari tuoi” viene allungato fino alle nove e cinquanta. E per quanto mi riguarda, ho un contratto, scritto col sangue, che mi obbliga a mandare i break tutte le volte che Mediaset vuole».

Sarà. Ma Bonolis è venuto ad “Amici” e ha sponsorizzato Sanremo su Canale 5.
«È venuto a consegnare il disco di platino ai ragazzi. Poi, certo… L’ho invitato senza avvertire nessuno, come faccio sempre, come ho fatto anche con Piero Fassino. Ma il giorno dopo, Piersilvio ha commentato: “Va bene tutto, però la promozione a Sanremo mi è sembrata un po’ esagerata”».

È giusto temere la tv di Murdoch?
«Sì. L’80 per cento di quello che guardo sta su Sky. È una tv forte con delle reti fatte veramente bene. Quando “Amici” va in onda, e su Sky c’è il pallone, partono 20 punti di share. Quando non c’era Sky, “Quelli che il calcio” faceva il 35 per cento. Ora, Italia Uno ha iniziato a trasmettere la prima e la seconda stagione di “Grey’s Anatomy”. RaiDue fa lo stesso con “Brothers and Sisters”. Tutti telefilm che io ho già visto e stravisto su Sky. Se i telespettatori iniziano a comportarsi come me, la preoccupazione ci deve essere eccome!».

Ha attratto anche Fiorello.
«Sì, ma non ho sentito parlare di una trasmissione. Sky ha bisogno di programmi e contenuti».

La società Fascino è sua – Costanzo le ha ceduto la sua quota – e di Mediaset. Lei scrive, conduce e produce i suoi format che sono copiati da tutti. Le piacerebbe produrre per Sky?
« Sì. Quando Sabina Gregoretti (produttrice di Fascino e alter ego, ndr) su segnalazione di Maurizio è venuta a lavorare con me, insisteva nel volermi far conoscere degli autori. “A cosa servono?”, chiedevo. “Hanno le idee”, rispondeva lei. E io: “Non c’è bisogno”. Poi i programmi si sono moltiplicati, ho ceduto e sono arrivati anche gli autori. È stata un gran fatica per loro e per me trovare la sintonia.

Sono sopravvissuti in due, Luca Zanforlin e Chicco Sfondrini. Andiamo così d’accordo che, quando Publitalia, per recuperare introiti, ha voluto piazzare “Amici” anche di domenica, ho messo Zanforlin a condurre il sabato pomeriggio. È bravissimo, fa il 27 per cento di share con 4 milioni e più di telespettatori. È la dimostrazione che se l’autore è bravo, si può fare a meno del conduttore. E non parlatemi di telegenia. Mi fossi presentata a un provino, forse nemmeno me lo facevano fare. Ma lei mi chiedeva altro: certo che mi piacerebbe produrre per Sky. Anzi lo faccio già».

Come, dove?
«”Amici” è la punta di diamante di Sky Vivo. Sa, “C’è posta per te” è venduto in 21 paesi. “Uomini e donne” è trasmesso in Spagna ed è andato molto bene. A Fascino noi siamo quattro gatti, non c’è una mega organizzazione come Magnolia o addirittura come Endemol e devo far lavorare i miei collaboratori anche quando io non vado in onda. Quindi, facciamo dei programmini per Sky. Ma non mi va di continuare a farlo di soppiatto, come un sorcio. Così, visto che tra qualche mese scade il contratto tra Fascino e Mediaset, l’argomento clou sarà questo. Ma le dirò di più. Sarei pazza di gioia di produrre per la Rai. Purtroppo, non me lo permetteranno mai».

Chissà. Magari con Raiset. Una volta ha detto: «In Italia non facciamo altro che comprare programmi prodotti all’estero. Ma che: noi siamo più scemi?». Si riferiva alla Rai…
«Da anni la Rai ha smesso di fare la Rai. Non c’è il servizio pubblico e se c’è è piuttosto simile a quello che fa Canale 5. Eppure, nel suo Dna, la Rai ha programmi come “Portobello” la trasmissione madre di tutta la televisione moderna. Il problema non sta nella mancanza di talenti, penso a Fabio Fazio, a Carlo Freccero. Ma nei direttori di rete che, ben consci di non poter durare più di due o tre anni, per rischiare il meno possibile comprano format garantiti da un successo estero».

Politicamente, come la pensa?
«Non mi metta nei guai. Per questo, basta Maurizio».

Costanzo è sempre un uomo molto potente. Ma la sua presenza in video è stata a dir poco decimata.
«Se devo dire che preferisco, direi una bugia. Ma è stata una sua decisione. Per fortuna ha mille cose da fare e non ha battuto ciglio. Io ne avrei fatto di più un dramma. Ma a esser sincera, spero che prima o poi Maurizio vada in Rai e non rimanga a Mediaset».

Quando si è resa conto che non era più “la moglie di” ma era Maria De Filippi?
«Quando hanno cominciato a parlarmi. Prima, neanche quello. Ricordo quando tutti i mercoledì Giorgio Gori, allora direttore di Canale 5, andava da Maurizio e al massimo mi riservava un “Ciao Maria”. Poi, uscito lui, era Maurizio ad avvertirmi delle decisioni prese per me. La svolta c’è stata quando Angelo Guglielmi mi propose di condurre “Chi l’ha visto” e poi arrivò il corteggiamento di Giovanni Minoli. Non ero più l’ennesima moglie di Costanzo, l’idiota da gestire. Non è che oggi non mi senta idiota, è l’atteggiamento degli altri a farmici sentire meno».

Quando conduce Paolo Bonolis va in apnea. È una sorta di macchinetta che non conosce sosta. Non ha paura di finire per fare la bella statuina a Sanremo?
«È andata così quando è venuto ad “Amici”. Io non ho quasi proferito verbo. Ma non ho l’ansia di impormi e di esserci a tutti i costi. Sono sempre pronta a lasciare lo spazio soprattutto quando ne vale la pena».

Si dice che i grandi investitori di pubblicità abbiano un’attrazione fatale, più o meno spontanea, nel fare gli spot sulle reti del premier. Lui stesso ha incitato a non fare pubblicità in Rai. Secondo lei, è vero?
«Secondo me, sì. Ma da parte degli imprenditori lo trovo anche normale»

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