2011 18/07

Alessio Lo Passo Contro Giulia Montanarini: “Non Pagavi Mai”

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Alessio Lo Passo su Facebook si scaglia contro Giulia Montanarini accusandola di non aver mai pagato e di non aver voglia di lavorare.

giulia montanarini

Una lunghissima lettera apparsa su Facebook è quella rivolta da Alessio Lo Passo all’ex fidanzata Giulia Montanarini ed in cui, per la prima volta, il ragazzo, senza aver peli sulla lingua, spiega quali sono stati i motivi che l’hanno spinto ad allontanarsi dalla ragazza. Alessio accusa Giulia affermando “non pagavi mai” ed aggiungendo che l’ex tronista non ha alcuna voglia di lavorare.

Vi lasciamo alle parole di Alessio che, decisamente, non avranno fatto piacere alla ragazza visto il contenuto che le va contro: “Giulia, se ti scrivo è perchè sono stanco, stanco di te, dei tuoi amici, dei tuoi parenti. Stanco di essere messo al centro ogni volta che parli di me, descrivendomi come un orco. E’vero, forse quando ti ho lasciato sono stato un po’ duro, ma tu non mi hai dato modo di credere in questa storia ed io alla fine non ho avuto alternative. Tuttavia avrei preferito lavare I panni, come si dice, tra noi, ma visto che con te non è possibile perchè quando ci siamo lasciati non hai fatto altro che andare in giro a parlare male di me in pubblico, scriendo pure su internet parole di fuoco che mi hanno pure ferito. Cosi ho deciso di prendere carta e penna e affidare questa lettera a di piu’ nella speranza che tu una volta per tutte capisca che devi lasciarmi in pace in tutti I sensi…

Vorrei spiegarti perchè ti ho detto di si. Tu sai benissimo che fino alla fine io ero piu’orientato verso il no. Non mi convincevi, ecco tutto. E poi, lasciatelo dire, I tuoi 35 anni contro I miei 27 non e’che hanno mai giocato a tuo favore. Per carita’, non ti considero vecchia solo che hai un passato, come si dice, piuttosto scomodo. Hai amato due uomini per due volte ti sei sposata e non e’ che questi tuoi fallimenti sentimentali deponessero piu’di tanto a tuo favore. Tra l’altro io sono un ragazzo semplice, con un passato da bnagnino e oggi vivo grazie alle rendite di un negozio di abbigliamento che ho messo su con gli anni, con fatica. Gia’, la costruzione di un amore, come recita una famosa canzone di Fossati…peccato che questa costruzione dovessi farla solo io. E’ inutile che spalanchi quei tuoi occhioni, facendo finta di cadere dalle nuvole, perche’sai benissimo a cosa mi riferisco. Tuttavia se vuoi ti rinfresco le idee…

Durante il primo periodo in cui finalmente ci siamo potuti amare lontano dalle telecamere, infatti tu sei venuta a La Spezia dove vivo e lavoro e ti sei fermata per circa un mesetto in un albergo dove ci incontravamo e dove in fondo abbiamo assaggiato uno scampolo di convivenza. (…)  All’inizio, lo sai è stato tutto meraviglioso. Una notte, tra l’altro ti ho detto anche ti amo e non nego che in quegli istanti tu fossi davvero entrata nella mia vita ed ero davvero convinto che prima o poi avremo costruito qualcosa insieme. In quel periodo tu sei stata la mia donna, ne sono stato felice. Come sono stato felice di pagarti qualunque cosa, dall’alloggio al ristorante. Poi qualcosa si è rotto… soprattutto dopo che una sera ti ho detto: Giulia cara lo sai che per me sei importante ma forse è arrivato il momento che anche tu contribuisca concretamente a questa storia… Forse ti sono sembrato un po’ brusco ma siccome non è che io navighi nell’oro e spesso fatico ad arrivare a fine mese ho cercato di farti capire che anche tu avresti dovuto sborsare un po’ di soldi. Ma non certo perché volevo smettere di offrirti le cene o farti dei regali ma anche per farti capire che in una coppia entrambi devono partecipare concretamente. A quel punto hai sbottato… Ti sei sentita offesa, come se ti chiedessi chissà quale cosa e un giorno addirittura mi hai lasciato nel bar che frequento una busta con dentro un biglietto che citava così… Torno a casa mia a Milano a te interessano solo i soldi… A quel punto ti ho telefonato dicendo…giulia ma perche’mi tratti cosi?? Quello che volevo farti capire e’che sebbene tu sia una donna fantastica, non e’che io possa permettermi di farti fare chissa’quale vita e dunque avresti dovuto rimboccarti le maniche a tua volta… Del resto, fin dagli inizi della nostra relazione, hai raccontato di essere in ristrettezze economiche, ammettendo che forse prima o poi avresti dovuto lavorare, come fanno tutti! Cosi mi son detto: pensare di mettere la testa a posto a 35 anni forse e’un po’tardi ma chissa’che non rinsavisca!! Infatti ti ho persino proposto di lavorare con me in negozio ma tu ti sei sentita offesa ancora di piu’ e mi hai risposto che non sei adatta a lavorare sotto padrone, che volevi vivere in una favola e non essere costretta a fare da serva a nessuno… Ma scusa Giulia, lavorare per te significa fare da serva a qualcuno?? E le responsabilita’? Un giorno, quando ancora andavamo d’amore e d’accordo mi hai detto : vorrei che ci comprassimo una casa, qui a la spezia e vorrei fare un figlio con te… Certo col senno di poi, dunque, e in base ai tuoi ragionamenti, quella casa avrei dovuto comprarla solo io, senza I’ll sudore della tua fronte, vero? Facile ragionare cosi, specie se c’e’un pollo disposto ad accettare questo genere di compromesso. Ma visto che io non sono cosi, ho deciso, con grande senso di liberazione, credimi, di lasciarti…Da quel momento non hai fatto altro che tempestarmi di chiamate, dicendo che volevi vedermi, che in fondo potevamo ricominciare. Ma Giulia, da dove vuoi ricominiare? Io mi alzo tutti i giorni alle 7 del mattino, finisco di lavorare verso le 21: sono uno che lavora, capisci? non ho tempo di vivere tra le nuvole come fai tu.

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